Avola, uno spazio dedicato alle opere di Elia Li Gioi al “Museo delle migrazioni” di Bruxelles

Un'intera sezione sarà dedicata alla migrazione dei popoli nel Mediterraneo, vista con gli occhi dell'artista avolese

Ci sarà un’intera ala, in cui il tema sarà la migrazione di popoli nel Mediterraneo, raccontata attraverso gli occhi dell’artista Elia Li Gioi, nel Museo che sarà inaugurato in Belgio tra pochi giorni. Il nuovissimo spazio espositivo, nato per volere della fondazione  “Foyer” a Molenbeek (e dedicato a tutte le migrazioni) ha voluto il Maestro avolese tra i protagonisti.

La città belga, che è stata negli anni crocevia di popoli e, soprattutto, di tantissimi connazionali ha voluto rendere un tributo a quanti hanno lasciato la loro Terra per cercare una miglior fortuna.  Il neonato museo vedrà Li Gioi con le sue tele ma soprattutto con i suoi famosi “assemblage” protagonista assoluto di una sezione. In esposizione le famose opere polimateriche realizzate a partire dai legni dei barconi con cui i migranti sono approdati nelle coste siciliane, che fanno parte della produzione recente dell’artista.  Altri “assemblage” di Li Gioi sono esposti tutt’ora alla Cattedrale di Noto, mentre una grande croce è stata montata sul palco del Politeama a Palermo durante l’ultima visita di Papa Francesco. A Li Gioi appena un anno fa, la città di Montauban, gemellata con Avola, ha dedicato una grande mostra monografica.

Il mio   vuole essere anche un appello alla  comunità internazionale – dice Li Gioi –  affinchè il Mediterraneo possa tornare un mare di pace, d’incontro e non di morte; è necessario che si lavori insieme per trovare delle soluzioni corrette ed efficaci“.

Non poche le difficoltà per il trasporto degli assemblage (alcuni alti fino a 4 metri) che sono stati minuziosamente smontati e che  sono stati rimontati in loco. Nell’ala del Museo delle Migrazioni i lavori di Li Gioi saranno esposti con una moderna concezione che vedrà protagonisti gli stessi visitatori. Questi, infatti, saranno accolti nella grande sala in cui attraverseranno fisicamente le opere, in un continuo e diretto dialogo con gli assemblage


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo