Avola, una tavola rotonda per la sanità a misura d’uomo. Tra le proposte: l’istituzione del “codice h” nei Pronto soccorso

Una tavola rotonda con professionisti del settore sanitario organizzata da "Lo sguardo"

Una sanità pienamente al servizio dell’uomo. Di questo si è parlato alla tavola rotonda organizzata pochi giorni fa da “Lo Sguardo” alla chiesa di Santa Maria di Gesù. L’evento, moderato da Vera Parisi, è stato introdotto da don Fortunato Di Noto e don Paolo Trefiletti che hanno sottolineato, nei loro saluti, come spesso ci si dimentichi che il fine di tutte le attività della “cura” sia l’uomo e le sue fragilità, indicando così la via della discussione: lo sguardo attento alle persone, a quelle persone “diversamente normali” che rappresentano l’emarginazione silenziosa, sempre più estesa, a cui i nostri professionisti della salute dovrebbero dedicare le loro cure.

Tanti gli interventi al tavolo dei relatori, costituito da professionisti del settore che operano sul territorio. Il direttore sanitario dell’ospedale Avola/Noto dottor Rosario Di Lorenzo (la “voce” delle istituzioni), nel descrivere il Piano Sanitario Nazionale ha sottolineato l’universalità del servizio e la sua eticità, ma, come ha puntualizzato, è chiaro che bisogna considerare da una parte l’incremento esponenziale dei bisogni e dall’altra i problemi economici del nostro Paese che conducono alle varie riforme e alla razionalizzazione la Rete ospedaliera.

È stata, poi, la volta di Vittorio Padua, responsabile Rete Civica della Salute, che ha parlato delle profonde criticità del sistema “perché non si può non considerare la Sanità come un’entità globale, la Sanità non è solo ospedali – ha detto Padua –  Oggi non esiste prevenzione e, dopo 10 anni dalla razionalizzazione, poco o nulla è stato fatto per la prevenzione, né sono state date risposte efficaci all’utente”.

Interessanti anche gli interventi di Katia Coletta, dirigente medico radiologo, che ha parlato in maniera specifica dell’incremento della “domanda” e della burocratizzazione dell’attività del medico (che porta inevitabilmente si perde alla perdita di comunicazione con il malato) e del  dott. Pippo Caruso, che, in quanto medico di base, si trova tra meccanismi decisi altrove e il rapporto diretto con il paziente. Infine, è intervenuto Giuseppe Cataudella, presidente dell’associazione “I Superabili”, espressione di quella società civile che si esprime nell’associazionismo per i più deboli. Al termine dei lavori, una proposta operativa: l’inserimento nei Pronto soccorso del “codice h”, grazie al quale i portatori di gravi disabilità potrebbero acquisire la priorità.


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