Avola, un “giardino dei giochi dimenticati” lunedì in piazza Regina Elena

Un laboratorio all'aperto di "proto-giochi" organizzato dall'associazione "La Quercia" con il patrocinio del Comune di Avola. L'evento è aperto a tutti

Le socie di "La Quercia"

“Il giardino dei giochi dimenticati”: lunedì prossimo un pomeriggio dedicato ai più piccini in piazza Regina Elena. Rivivere intense emozioni e sensazioni che solo i “giochi di un tempo che fu” sono in grado di suscitare.

Questo l’obiettivo dell’associazione “La Quercia” che, con il patrocinio del Comune di Avola, darà vita a un vero e proprio laboratorio all’aperto di “proto-giochi” a partire dalle 18 . “Ogni tempo ha i suoi giochi. Ma se ai ragazzi togliessimo la fantasia, la creatività e il bisogno di aggregarsi non in senso virtuale ma reale, non faremmo altro che sopprimere un’ esigenza innata, che va invece recuperata. I giochi di una volta possedevano questi requisiti. Ci si imparava a conoscere, a socializzare, ad inventare. Questa tradizione, dovrebbe essere recuperata dagli oratori parrocchiali, dagli stessi ragazzi e dalle amministrazioni comunali, che potrebbero fare molto per salvaguardare questo patrimonio, indicendo, per esempio, ogni anno, una festa dedicata ai giochi di una volta” dicono le socie fondatrici di “La Quercia”.

A guidare i ragazzi saranno  l’educatrice  Angela Altomare, la psicologa  Agata Bono e la laureanda Elisabetta La Rosa. “Il sindaco Luca Cannata, l’assessore alla Cultura Simona Caldararo e l’assessore al Turismo e allo Spettacolo  Luciano Bellomo – continuano le socie –  hanno accolto con entusiasmo la nostra proposta progettuale, condividendo i nostri intenti educativi volti a promuovere occasioni di aggregazione tra giovani ma anche confronti intergenerazionali; favorire il recupero di una memoria storica dei giochi antichi, destinati altrimenti ad essere dimenticati; incoraggiare attività alternative ai videogiochi e agli imperanti dispositivi elettronici che hanno mutilato la comunicazione, il contatto con l’altro, il confronto e l’ascolto”. I genitori e i nonni potranno mettersi attivamente in gioco nell’insegnare ai figli e a tutti i partecipanti i loro passatempi d’infanzia.  Via libera, dunque, a tornei di  “scanneddu”, “trinca”, “jocu ro fazzulettu” “Tuppettu gioco “Re cincu ‘ntagghi”  “Jocu ra patedda” e  “Pignatta”.


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