Avola, Santuccio: “Ci serviva una vittoria scaccia-crisi e l’abbiamo ottenuta”. Il Pd viaggia verso la compattezza delle correnti

"Io - dice Santuccio -  sono in carica formalmente, fino al prossimo congresso". Il futuro del segretario può avere 2 sbocchi: ricandidarsi per un altro mandato o dedicarsi ad attività regionale e provinciale.

Comincia con una risposta distensiva, sorridente, ma anche molto significativa l’intervista a Corrado Santuccio, segretario del Pd avolese a pochi giorni dalle votazioni per l’Ars.

Come sono andate le elezioni regionali del Partito Democratico ad Avola?

“Credo che a risultato invertito qualcuno dentro al partito di Avola avrebbe tentato subito la presa della Bastiglia”. Lo dice ridendo Santuccio,  conscio di aver incassato una vittoria importante per sé e per il Pd. Ad Avola, ma come del resto in tutta la provincia, i democratici si dividevano fra più correnti. Nella città della mandorla i “dissidenti” del circolo, ovvero coloro che avevano già chiesto la testa del segretario Santuccio pochi giorni dopo le passate amministrative, appoggiavano Bruno Marziano. Lo zoccolo duro del partito invece, Santuccio compreso,  ha aiutato la candidatura di Giovanni Cafeo che, alla fine, è stato eletto.

La risposta alla prima domanda riprende. “Alla luce del risultato delle recenti amministrative, era fondamentale per il circolo di Avola e per il segretario un buon risuolato. Lo abbiamo ottenuto sia come voti di lista che sostanzialmente sono gli stessi delle votazioni regionali 2012, sia per il candidato che come gruppo sostenuto. In tutta onestà pensavamo di portare a casa più consensi, ma dovevamo vincere un partita e alla fine ci siamo riusciti anche se con un gol, sul filo del fuorigioco al 95° minuto

Perché con un gol sul filo del fuorigioco al 95?

Le nostre aspettative, come le dicevo,  erano quelle di convogliare molto più consenso sul candidato, ma abbiamo poi constatato, sia nell’immediata vigilia, sia post-voto, che le preferenze erano molto polarizzate dalla presenza di una candidata avolese (Rossana Cannata). Lo abbiamo visto anche analizzando i voti di altri candidati che si sono spesi molto in città ma che comunque si sono fermati, nella conta dei voti, un po’ prima delle loro aspettative“.

Adesso quali sono gli scenari all’interno del circolo avolese? Una rinascita dopo le recenti amministrative?

“Il risultato delle amministrative è stato molto duro, inutile negarlo, ma nel tempo quel risultato del nostro candidato sindaco e delle nostre liste, sarà sempre più apprezzato in termini numerici. Abbiamo preso un numero di voti che in altre occasioni sarebbe valso il ballottaggio. Ma in quella elezione si era determinata una concentrazione di gruppi che sono convogliati tutti su un personaggio. L’impresa era proibitiva.  Il tempo ci dirà che il risultato è  migliore di quello che qualcuno ha voluto far credere anche alla luce delle recenti frizioni che si stanno creando in seno alla maggioranza”. 

Tornando alle recenti elezioni regionali. Cosa accade adesso all’intero del circolo Pd di Avola? 

“Il mio non sarà un atteggiamento da resa dei conti. La crisi, se crisi c’è stata, è finita.  Sicuramente il risultato della amministrative ha creato degli scossoni, alimentati da chi, in quelle elezioni, si è impegnato poco per il partito. Chi si è impegnato seriamente si è leccato le ferite, ha fatto quadrato ed ha cercato di andare avanti. Il risultato delle regionali serviva per confermare che il partito c’è e ci sarà. Una presenza imprescindibile, con il suo gruppo dirigente, con il segretario, con i consiglieri comunali e con tutto il popolo di centrosinistra che ci ha votato.Il grande errore del Pd, che in parte ho fatto anch’io cinque anni fa, è quello di voler ricominciare sempre da zero ad ogni tornata elettorale”. 

Come sta accadendo a Siracusa d’altronde

“A Siracusa c’è la tendenza un po’ autolesionistica ad andare sempre alla resa dei conti e a cercare sempre di resettare tutto. Il Pd sembra una casa e chiunque arriva come amministratore di condominio, vuole abbatterla e ricostruirla. Quindi questo palazzo cresce con enorme fatica”. 

E ad Avola ?

“Io sono in carica formalmente, fino al prossimo congresso. Il mio mandato può avere due sbocchi: ricandidarmi per un secondo mandato come mi chiedono gli amici ad Avola o dedicarmi ad ad attività provinciale e regionale come mi chiedono a Siracusa e Palermo. Il prossimo congresso del Pd un po’ risentirà dalla data delle elezioni nazionali, forse febbraio o subito dopo. Non è ancora chiaro.  Come sempre alla fine deciderò insieme agli amici. 

Il Pd avolese comunque in questa fase storica sembra avvicinare anche altre figure politiche. Penso a Corrado Loreto che si è speso sia per le amministrative sia per le regionali pur ancora non essendo parte integrante del partito.

“Sono valori aggiunti e ce ne saranno altri. Il partito democratico continua ad essere una garanzia per la dialettica politica. Siamo e saremo sempre la voce di chi non la pensa come il pensiero dominante. Salvo qualche esempio singolo: se qualcuno ha provato a spostare il partito, per lo meno la base avolese, verso Cannata, non c’è riuscito. Ora cerchiamo di compattarci e lavorare insieme in vista delle prossime scadenze elettorali”. 

A proposito di scadenze elettorali e di coesione. Cosa ne pensa della decisione del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, di appoggiare un candidato di una lista diversa da quella del Pd? 

“Io rispondo ricordando cosa feci io quando ero in dissenso con le scelte del partito. Noi abbiamo candidato Vito Amato dentro la lista del Pd e abbiamo votato Vito Amato. Per noi il partito è venuto prima di tutto. Io, il 14 ottobre 2007, ero al gazebo a fondare il Pd”.


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