Avola, perizie, fallimenti e colpi di scena in una vicenda iniziata oltre 20 anni fa: esposto in Procura

Querela presentata in Procura per due giudici e un curatore fallimentare

Un curatore fallimentare e due giudici della sezione fallimentare del Tribunale di Siracusa accusati di presunti abusi e negligenze per un’asta ritenuta “pilotata” per una vicenda iniziata oltre 20 anni fa.

I tre sono stati chiamati in causa in un articolato esposto querela presentato in Procura di Siracusa il 17 aprile scorso da un cittadino avolese che li accusa di aver favorito persone interessate a ottenere una lottizzazione edilizia in terreni con vincoli archeologici nel Comune di Avola. Secondo il querelante, si sarebbe dovuta consentire la riassegnazione della casa di proprietà ad Avola e un terreno a Noto allo stesso, a chiusura della procedura fallimentare, per accertata assenza di debiti. Ma ciò non è stato fatto.

Una vicenda iniziata nel lontano 1998 che ha visto nel tempo numerosi “colpi di scena”, tra cui una discussa perizia, realizzata dall’incaricato del Tribunale di Siracusa e un mancato riconoscimento del pagamento di circa 100 milioni di lire effettuato dall’azienda fallita al Banco di Roma (poi divenuto Banco di Sicilia) somme che, secondo il “Sindacato nazionale utenti bancari”, l’istituto di credito avrebbe incassato in maniera impropria.

Ciò avrebbe agevolato l’acquisto all’asta della casa di abitazione del denunciante a favore di persone interessate a ottenere in un terreno confinante la lottizzazione edilizia in area vincolata da presenza di reperti archeologici.


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