Avola, peculato e truffa: rinvio a giudizio per l’ex sindaco Barbagallo e altre tredici persone

I 14 avrebbero “costituito un vero e proprio gruppo di potere all’interno dell’amministrazione comunale finalizzato al soddisfacimento di scopi personali e ambizioni politiche"

Disposto dal Gip Andrea Migneco il rinvio a giudizio per 14 tra ex amministratori e dipendenti del Comune di Avola. L’accusa è quella di peculato e truffa per l’ex primo cittadino Barbagallo per fatti accaduti durante la sua sindacatura, in un periodo compreso tra il 2011 e il 2012. Diverse, poi, le accuse alle quali dovranno rispondere, tra gli altri, l’ex assessore al Turismo Simone Libro (oggi referente locale di “Noi con Salvini”), la madre di quest’ultimo, Francesca Puglisi, nominata all’epoca dei fatti capo di gabinetto (secondo l’accusa senza averne i titoli) e  altre undici persone, tra  funzionari e impiegati comunali. Tutti dovranno comparire il 17 febbraio 2020 innanzi al Tribunale Penale.

Oltre a Barbagallo, Puglisi e ai figli Andrea e Simone Libro, coinvolti anche i dipendenti comunali Antonio Morale, Sebastiano Anselmo, Gaetano Brex, ora dirigente del comune di Siracusa, Paolo Caruso, Andrea Battaglia, i presidenti di seggio Giuseppe Grande, Nunziatina Mazzone e Maria Tiralongo, Salvatore Calvo e il presidente dell’associazione SuperAbili Giuseppe Cataudella.

I 14 sembra avessero costituito un vero e proprio gruppo di potere all’interno dell’amministrazione comunale finalizzato al soddisfacimento di scopi personali e ambizioni politiche, come sostiene la polizia di Stato, che ha condotto la complessa indagine. Tra le accuse, quella di di avere utilizzato l’auto blu per motivi personali e di avere dato contributi in denaro ai propri elettori e pagato anche spese di viaggio, utilizzando impropriamente fondi dei Servizi sociali.


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