Avola, lotta alla pedopornografia: a breve il report dell’associazione di Don di Noto

Sono ben 40 le persone denunciate e tre gli arresti in tutta Italia per casi di pedopornografia dopo le denunce dell’Associazione

L’impegno a difesa dei più deboli: il bilancio delle attività del 2018 di Meter onlus atteso a breve. Il Report 2018 “sarà la cartina di tornasole di un fenomeno che è poco contrastato per ragioni legate alla collaborazione dei colossi del web, che hanno enormi responsabilità, e la lenta efficacia nella collaborazione tra le Polizie nei vari Paesi nel mondo”. A parlare è Don Fortunato di Noto, fondatore di Meter, la onlus che da trenta anni si batte per fermare il fenomeno della pedopornografia on line. Sono ben 40 le persone denunciate e tre gli arresti in tutta Italia per casi di pedopornografia dopo le denunce dell’Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto. “Vogliamo sottolineare che sono inoltre cinque le segnalazioni relative alla presenza di italiani in piattaforme del deep web e dark web, la parte fuori controllo della Rete – fa sapere Meter – L’ultima in una piattaforma della Nuova Zelanda: la cosiddetta Bibbia 5.0 (migliaia di foto e video). Questo solo nel settore della pedopornografia online. Decine i portali bloccati dalla ‘black list’. Ma c’è ancora molto da fare”.

Un lavoro delicatissimo, quello dei volontari di Meter, grazie al quale sono stati stanati immensi archivi digitali nel cosiddetto deep web. Le segnalazioni di Meter sono immediatamente inoltrate alla Polizia Postale di Catania e a Polizie estere, che provvedono ad accoglierle e ad approfondirle per individuare i responsabili sospetti di abuso, detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. “Ma non sempre le polizie del resto del mondo sono altrettanto efficienti nell’intervenire. Serve una normativa comune internazionale e serve una presa di coscienza del fenomeno”, avverte l’Associazione anti-pedofilia. “Trent’anni sono 10.950 giorni – commenta Don Di Noto  –  Li abbiamo spesi in mezzo al dolore ed al pianto di piccole vittime. Ma è mai possibile che l’Occidente, non dico il mondo, ma la cosiddetta Europa non riesca a prendere coscienza del fatto che la pedofilia è un crimine e vada combattuta con armi veloci ed efficienti? Altrimenti i pedofili arriveranno sempre primi. Sempre. Non è giusto”.


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