Lo sfogo del presidente Palumbo e del patron Formisano che potrebbe creare un terremoto in casa Real Avola

È scontro totale tra la cordata siracusana del Real Avola e quella avolese. Per saldare 20 mila euro ad una ditta di abbiglimento sportivo, mercoledì la società subirà un prelievo coatto dell'incasso

Pippo Palumbo

Si affidano a un lungo post su Facebook per rivendicare le loro scelte societarie e cominciare a parlare di cessione della società. Nel farlo, il presidente del Real Avola Giuseppe Palumbo e il patron Michele Formisano accusano la dirigenza avolese che fa parte della società, Sebastiano Patanè e Gaetano Maugeri, tirando in ballo anche l’operato del  sindaco di Avola, Luca Cannata.

Palumbo ripercorre la storia recente del Real Avola, dall’iscrizione al campionato di Eccelenza, al “discutissimo” ritiro pre-campionato fino ai primi dissidi con la parte della società di Avola. Il presidente del Real Avola mette in dubbio i pagamenti che Maugeri e Patanè avrebbero fatto per saldare il debito con una struttura di Avola che ha accolto gli atleti della squadra. “Finita la preparazione  – dice Palumbo – con il rientro in sede, nasce il primo problema: quello degli alloggi dei ragazzi che dapprima doveva essere pagato dalla nuova cordata, ma che invece alla fine non è stato così. Essendo nel mese di agosto, dove non si trovava niente, i quasi 10/11 ragazzi vengono messi in una struttura ad Avola che per un mese circa ci chiede la somma di 11.000 euro pagata, si dice, da Patanè e Mauceri. Al primo giorno in sede viene consegnato il materiale sportivo pagato sempre, così si dice, da Patanè e Mauceri”.

A un certo punto, almeno a sentire la ricostruzione della storia da parte di Palumbo, gli imprenditori che in un primo momento si erano fatti avanti per partecipare economicamente alle sorti del Real Avola, si dileguano non mantenendo gli impegni. “Nel frattempo – dice il presidente –  il terzo imprenditore che voleva entrare dopo aver messo la prima quota si dilegua facendo perdere le proprie tracce, gli sponsor della nuova cordata iniziano a ritardare i pagamenti, ed è allora che la palla passa a noi, iniziando con l’affitto degli appartamenti, alla relativa spesa settimanale al pagamento delle mensilità ai giocatori con il pagamento delle garanzie a dicembre, il tutto solo ed esclusivamente noi, senza l’aiuto di nessuno”.

Formisano e Palumbo pare che abbiano tirato la carretta da soli. Anche l’amministrazione comunale, a sentir loro, non avrebbe mantenuto le promesse fatte a inizio stagione. “A inizio anno – dice Palumbo –  ci era stato promesso dall’amministrazione comunale un intervento di manutenzione del manto erboso e il ripristino della rete idrica, con tanto di nostro interessamento, ma che alla fine dopo tante viaggi e promesse non si è fatto un bel nulla. Solo chiacchiere, come sempre”. A febbraio cominciano le grane anche con la Figc che multa la società con 2 decreti ingiuntivi. Poi il presidente svela l’ultima grana che rischia di far saltare il tavolo.

“Questa società – dice ancora –  mercoledì 23 subirà da parte di un ufficiale giudiziario accompagnato da organi di polizia, il prelievo forzato dell’incasso, per un debito di  20.000 euro fatto dal Real Avola di molte stagioni fa, nei confronti della società di abbigliamento sportivo Playsport di Siracusa”. Poi l’annuncio finale che ha il sapore della resa.

“Sicuramente non saremo all’altezza di altre persone che sono state più brave e capaci di noi, ma da due anni, senza l’aiuto di nessuno stiamo cercando di fare calcio, ma per quello che si è potuto vedere non siamo riusciti ad accattivarci le simpatie della gente. Si facciano avanti imprenditori locali che vogliono rilevare il Real Avola noi siamo a disposizione per parlarne perché anche noi vogliamo il bene di questa squadra essendo i primi tifosi da due anni a questa parte”.

Francesco Midolo

 


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