Avola, lavori della commissione prefettizia: il sindaco incontra le associazioni

I lavori termineranno il prossimo 14 novembre, la situazione che ha portato il Comune a dover fare “un passo indietro” rispetto ad alcune tematiche

Un incontro con le associazioni del territorio per chiarire alcuni punti della “questione commissariamento prefettizio”. È quanto avvenuto lo scorso fine settimana in sala Frateantonio al Municipio. A riunire tutti è stato il primo cittadino Cannata che, a poche settimane dalla fine dei lavori della commissione (insediatasi a Maggio e che, grazie a una proroga, terminerà la raccolta di informazioni all’interno degli uffici comunali il prossimo 14 novembre) ha voluto fare il punto della situazione in una vicenda che potrebbe “esplodere” come una polveriera, investendo, di fatto, la città.

Non si respira un clima sereno negli uffici – ha detto il sindaco – ed è tutto rallentato, a causa del carico di lavoro dovuta alla comunque chiara collaborazione dei dipendenti e dirigenti a cui devono far fronte”.

Una situazione che ha portato il Comune a dover fare “un passo indietro” rispetto ad alcune tematiche: dal servizio refezione scolastica (che partirà con un forte ritardo) alla mancata partecipazione di bandi per ottenere fondi regionali. Non solo: sono “saltate” alcune importanti collaborazioni: dalla partnership con associazioni nazionali di promozione culturale a gemellaggi con altre città. Tutto fermo, cristallizzato in attesa che la commissione termini e depositi la relazione. Una situazione di stallo forzato che, in teoria, dovrebbe sbloccarsi, nel bene o nel male, solo con l’inizio del 2020, quando sarà acclarato se esistano o meno fenomeni di infiltrazioni e condizionamento di tipo mafioso al Comune.

Un incontro fiume, durato due ore, in cui Cannata, insieme con il presidente del consiglio comunale Fabio Iacono e gli assessori Samantha Morale, Luciano Bellomo, Giuseppe Costanzo e Simona Caldararo, ha spiegato le eventuali ripercussioni in caso di scioglimento del Comune e della Giunta. “Uno scenario che nessun avolese, che possa dire di amare davvero la città, dovrebbe mai augurarsi – ha continuato Cannata – dalla tariffe per servizi alla perdita di valore degli immobili, fino alla impossibilità di effettuare investimenti con una inevitabile perdita di posti di lavoro. Senza contare il danno incalcolabile di immagine”.

In effetti, le economie di altre città che hanno subito l’onta dello scioglimento per mafia non fanno bene sperare: dalla pesante tassazione alla mancanza di una programmazione seria dei lavori e degli eventi che hanno interessato numerosi enti. “Ci sono precedenti storici, anche recenti, in comuni viciniori in cui si è visto il disastro provocato – ha proseguito Cannata – Siamo fiduciosi nel lavoro oggettivo della commissione anche se sappiamo e conosciamo chi sta remando contro. Siamo consapevoli che io e la mia squadra abbiamo lavorato nel rispetto delle norme e, soprattutto, per il bene di Avola. I risultati sono innegabili e sotto gli occhi di tutti e, non a caso, continuiamo a ricevere apprezzamenti sull’enorme lavoro di riqualificazione e promozione della nostra città”.

L’idea che una città virtuosa, cresciuta in maniera esponenziale venga consegnata a commissari e bollata come “città sciolta per mafia” mi fa inorridire – ha concluso Cannata – Una macchia indelebile su Avola, la città che ha scelto tre api laboriose come proprio stemma”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo