Avola, l’appello dell’Afi alle famiglie: “fate squadra”

Un lungo comunicato dell'associazione Afi invita alla riflessione sulla movida responsabile e la sicurezza

“Famiglia ritorna ciò che sei”; è il grido dell’associazione Famiglie che parte dagli ultimi gravissimi fatti di cronaca che hanno visto protagonisti due giovani avolesi, Andrea Pace e Roberta Racioppo morti entrambi in tragiche circostanze a distanza di pochi giorni l’uno dall’altra. Una riflessione, quella di Afi, che nasce da una vera e propria assunzione di responsabilità.

Le famiglie per lo più hanno delegato (quando pensano di curarsene) la crescita dei figli ad una società che non ha più punti di riferimento – scrive l’Afi in un lungo comunicato pubblicato anche sulla pagina social dell’associazione – La scuola vede sminuita la propria autorevolezza da minacce e contestazioni da parte di taluni genitori. La Chiesa è lontana dai linguaggi dei ragazzi che, dopo una fugace comparsa in occasione dell’amministrazione dei sacramenti, scompaiono definitivamente. Indubbiamente è ovvio che in questi casi la grande assente è la famiglia. Dove siamo le famiglie??!! Non ci sono più mamme e papà (!!!), tuonava don Maurizio Novello al funerale di Roberta Racioppo” .

L’Afi, poi, rivolge a tutta la collettività una serie di domande: Come si può consentire il facile commercio illegale di alcolici ai minorenni? Come è possibile che gli spacciatori agiscano indisturbati, alla luce del sole anche in ambienti educativi che dovrebbero essere protetti? Perché si ha il sentore che chiunque possa fare ciò che vuole in barba alla legge? La cultura dello scarto ci ha resi tutti dei numeri, utili solo finché consumiamo, non importa cosa, purché siamo “utili” a far girare danaro, pulito o sporco che sia?”.

Infine, Afi invita le famiglie a “fare squadra: quelle sane con quelle provate, perché nessuna può sentirsi al sicuro e immune da certe disavventure. Le famiglie si mettano in rete per operare in sinergia con istituzioni educative e di volontariato.Soprattutto le famiglie chiedano udienza e parola alle Istituzioni, affinché le scelte che vengono adottate nei “palazzi” siano a misura di famiglia.”


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