Avola, i precari del Comune oggetto di un’interrogazione dei consiglieri di opposizione |La replica del sindaco Cannata

L'interrogazione sul salario e lo sfruttamento delle professionalità è a firma di Gaetano Sano, Nuccio Inturri e Antonino Amato

La giusta dignità (salariale e non) dei dipendenti del Comune di Avola al centro di una interrogazione presentata dai consiglieri di opposizione Gaetano Sano, Nuccio Inturri e Antonino Amato al sindaco Cannata. “Nell’occasione del ricordo del cinquantesimo anniversario dei fatti di Avola, il Comune ha organizzato diversi eventi – affermano i consiglieri firmatari – In particolare, all’epilogo delle diverse giornate delle celebrazioni, dal palco del teatro Garibaldi, il Sindaco ha, alquanto opportunamente, fatto cenno alla situazione di degrado in cui versa in generale il mercato del lavoro”.

Il primo cittadino avolese, infatti, nel discorso di chiusura del cartellone di eventi per il cinquantesimo anniversario dei Fatti ha parlato del fenomeno del working poor, i lavoratori con basso reddito e fortemente a rischio povertà. “Il Sindaco, così preoccupato dello storico sfruttamento dei lavoratori, delle sterili paghe, degli orari che esorbitano i limiti dell’umana sopportazione, dello schiavismo che di fatto va oltre l’abolita schiavitù – continuano i consiglieri – farebbe bene a monitorare ciò che accade negli uffici dell’ente che politicamente dirige affinché verifichi situazioni di ipotetico discrimine che, nella giungla lavorativa derivante dal precariato solo in parola stabilizzato, a causa del bisogno, consente, in ragione di ingiustificate e generiche richieste di supplenza dell’ufficio, di attribuire integrazioni orarie a taluni, negandole ad altri, di sfruttare personali e professionali capacità di taluni lavoratori cui potrebbero essere state assegnate di fatto improbabili mansioni, negate dalla legge, anzi a essa contrarie”.

I consiglieri, di fatto, chiedono al primo cittadino “di verificare e monitorare quanto accade negli uffici comunali, verificare situazioni di ipotetico discrimine, l’attribuzione di integrazioni orarie e delle sue reali ragioni giustificative, l’attribuzione di fatto di mansioni diverse e superiori che, pur tenendo presenti le capacità personali e professionali, costituiscono sfruttamento”.


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