Avola, “il nuovo governo regionale si attivi per la riapertura di Cavagrande”: interrogazione all’Ars di Rossana Cannata

"Chiedo a tutta la deputazione di interessarsi della vicenda, a prescindere dai colori politici, perché la riserva naturale di Cavagrande del Cassibile non è patrimonio di Avola, ma patrimonio di tutta la regione e di tutto il Val Di Noto"

Un’interrogazione indirizzata al presidente della Regione, e a 4 assessorati: Agricoltura, Economia, Beni Culturali e Ambiente e Territorio in cui l’onorevole Cannata chiede risposte al nuovo governo regionale sul futuro della riserva naturale di Cavagrande del Cassibile.

Dal 4 luglio 2014 – dice l’onorevole – ovvero da ben 3 anni e mezzo, assistiamo ad un continuo abbandono e assenza di programmazione da parte dell’ente competente della stessa, con un danno economico non indifferente per il turismo della provincia di Siracusa.  Abbandono e mancanza di programmazione  confermata anche dal fatto che giorno 1 luglio 2017 abbiamo assistito all’ennesimo incendio che ha distrutto ancora una volta una parte importante della riserva stessa. Sempre nel 2017, la mancata manutenzione del sentiero principale di discesa e risalita ha causato anche alcuni incidenti ai turisti con l’intervento nel mese di agosto anche dell’elisoccorso. Chiedo a tutta la deputazione di interessarsi della vicenda, a prescindere dai colori politici, perché la riserva naturale di Cavagrande del Cassibile non è patrimonio di Avola, ma patrimonio di tutta la regione e di tutto il Val Di Noto“.

L’interrogazione di Rossana Cannata termina con quattro richieste ben specifiche a cui ha chiesto risposta scritta. “Riterremmo opportuno e chiediamo – dice l’onorevole –  se è previsto un progetto per il ripristino dei sentieri. Vorremmo conoscere l’eventuale piano di prevenzione degli incendi per il 2018. Inoltre, a seguito delle indagini fatte con i droni e visto che per una parte della riserva è chiusa per pericolo di caduta massi c’è un progetto per metter in sicurezza i costoni? Infine, saremo lieti se fosse creato un tavolo tecnico tra Regione, Comune di Avola ed ente gestore della riserva al fine di sbloccare la situazione che si è creata ormai da quasi 4 anni“.


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