Avola, dipendenti del Comune e noti imprenditori tra i 18 indagati. Il curioso “caso dell’anello”

Turbativa d'asta, falso ideologico, ma anche favoreggiamento personale tra le accuse

Con il passare delle ore emergono nuovi particolari in relazione ai 18, tra dipendenti del Comune di Avola, imprenditori locali e dipendenti del Genio Civile di Siracusa, cui la Procura della Repubblica di Siracusa (sostituto procuratore Tommaso Pagano) ha notificato due giorni fa l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Vengono a galla storie che si intrecciano come nell’intricata trama di un giallo.

È il caso, ad esempio, dell’ “affaire dell’anello” che vede coinvolto, con l’accusa di false informazioni al Pm e favoreggiamento personale , il noto imprenditore avolese Pierantonio La Bruna e, con l’accusa di corruzione, Sebastiano Buscemi, titolare di una ditta di costruzioni, Umberto Masuzzo, dipendente del settore Tutela e Ambiente del Comune di Avola. La Bruna, secondo gli inquirenti, “avrebbe consegnato su indicazione di Buscemi al pubblico dipendente Masuzzo, senza che questi gli pagasse il corrispettivo, un anello solitario del valore di 1.200 euro; una volta scoperte le indagini e ipotizzando che la polizia giudiziaria avesse avuto contezza del fatto, si adoperava, in concorso con il Buscemi e il Masuzzo, per la realizzazione di un piano finalizzato a fornire agli inquirenti una falsa rappresentazione dei fatti, dissimulando, così, a giugno la dazione di un assegno di importo pari al valore dell’anello”.

Anello che, sempre secondo gli inquirenti, Masuzzo riceveva da parte di Buscemi “per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio tutti finalizzati a favorire le imprese riconducibili a Buscemi”. Pare, poi, particolarmente delicata la posizione di altro dipendente del Comune di Avola, Pietro Argentino, indagato per turbativa d’asta per l’affidamento con verbale di somma urgenza a una ditta riconducibile al Buscemi lavori “che non avrebbe potuto ottenere attraverso una regolare, unitaria, procedura di selezione” e per la procedura di cottimo fiduciario per fornitura di materiali per lavori di manutenzione stradale straordinaria a una impresa legata a Vincenzo Drovetti.

E ancora, sempre Argentino, è indagato per interventi edilizi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico (in concorso con il Masuzzo). Infine, Argentino è indagato anche  per falso ideologico, per la determina di impegno spesa per un lavoro già eseguito; per aver redatto un verbale di gara attestando falsamente l’orario in cui si erano svolte le operazioni; per avere falsamente attestato la data di ultimazione di lavori pubblici (in concorso con Corrado Gugliotta e Sebastiano  e Francesco Buscemi) e per avere retrodatato verbale di  consegna di lavori in via d’urgenza (apparentemente sottoscritto il 15 settembre 2015 assieme a  Giuseppe Leone, Umberto Masuzzo, mentre la consegna dei lavori sarebbe in realtà avvenuta in data successiva prossima al 26 gennaio 2016 e poiché riferito a ragioni di urgenza di fatto inesistenti)


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