Conti e retroscena sconosciuti del Real Avola svelati dai dirigenti Patanè e Maugeri

Patanè e Maugeri

Sponsor da 120 mila euro, assegni post-datati, faide interne alla società. I dirigenti avolesi Patanè e Maugeri contro la cordata siracusana Palumbo-Forminsano

Quella che segue è una lunga lettera inviata alla nostra redazione da Gaetano Maugeri in cui l’ex dirigente del Real Avola e l’attuale dirigente accompagnatore Sebastiano Patanè svelano dettagli, cifre e operazioni della squadra di calcio del Real Avola. I dirigenti avolesi si scagliano contro la dirigenza siracusana accusata di aver  gestito male le sorti della prima squadra di calcio avolese che milita del campionato di Eccellenza.

Facendo seguito a un comunicato a nome dell’Asd Real Avola, i dirigenti avolesi Patanè e Mauceri tengono a chiarire alcuni punti. “Premesso che fare il presidente e il patron di una società sportiva significa essere in grado di sostenere da soli le spese di gestione di una squadra di calcio e non chiedere soldi agli altri componenti della società, alcuni dirigenti avolesi (Patanè e Mauceri) mossi dalla passione “disinteressata” per il calcio hanno accettato un accordo iniziale, condiviso da tutto il Consiglio direttivo, con il quale si stabiliva per dirigenti avolesi un contributo di circa 2.500 euro mensili, per un totale di circa 20.000 euro per tutta la stagione calcistica. Purtroppo per i motivi spiegati in seguito, già a novembre 2016, le spese sostenute dai dirigenti avolesi ammontavano a circa 29.000 euro, e ciò nonostante i suddetti dirigenti venivano già minacciati dal “presidente” Palumbo di essere espulsi dalla società per non contribuire al pagamento di ulteriori debiti fatti arbitrariamente dal suddetto “presidente”. Analizziamo pertanto la cattiva gestione e i punti messi in discussione dal “presidente” Palumbo e dal patron Formisano”.

Di seguito le 13 accuse che Patanè e Maugeri fanno alla dirigenza siracusana 

  1. Ritiro precampionato in località Calabrese. Decisione non condivisa dai dirigenti avolesi, considerandola una spesa inutile per una squadra di Eccellenza, e notevolmente onerosa ancor prima dell’inizio del campionato. Pur tuttavia tale scelta e stata imposta dalla dirigenza siracusana, forse per concedersi una mini-villeggiatura a spese della società.
  2. Iscrizione al Campionato di Eccellenza, inizialmente a carico di Sponsor del Dg Monterosso, invece richiesta ai dirigenti avolesi, che hanno contribuito al pagamento della prima rata per il 50% (altra spesa non compresa negli accordi).
  3. Main Sponsor MS Measuring e Ad Maiora (fatture per oltre 120.000 euro), inizialmente da condividere da entrambe le cordate, invece gestiti solo dal presidente e di cui a tutt’oggi non sono chiari i contributi ricevuti.
  4. Premesso che l’alloggio e il vitto dei calciatori fuori sede, come da accordi iniziali, doveva essere a carico del Dg Monterosso in una struttura di Melilli, quindi a costo zero per la società. Nel mese di agosto ai dirigenti avolesi viene chiesto di trovare una sistemazione per i calciatori fuorisede, vista l’indisponibilità della struttura a Melilli. Pertanto viene scelta una struttura alberghiero-recettiva di Avola che viene contattata dai dirigenti avolesi e solamente grazie al loro impegno e all’amicizia con il gestore di tale struttura si è trovato un accordo per una tariffa giornaliera di circa 35 euro a calciatore, assicurando non solo l’alloggio, ma anche il vitto (pranzo e cena). All’epoca tutti i dirigenti fecero salti di gioia per il costo irrisorio, ma quando alla fine del periodo stabilito i dirigenti avolesi hanno pagato il prezzo pattuito, sono cominciati i problemi societari. Secondo la logica dei dirigenti siracusani il debito non doveva essere pagato, ma dovevano essere fatti assegni a lungo termine che in qualche modo sarebbero stati pagati, mentre i soldi contanti dovevano afferire alla cassa gestita dal presidente. Per avvalorare la logica di alcuni dirigenti siracusani, la stessa struttura recettiva ha in seguito ospitato alcuni calciatori accettando anche un pagamento ritardo con scadenza a dicembre 2016 e guarda caso a metà aprile 2017 ancora tale debito non è stato pagato.
  5. Per quanto riguarda il materiale sportivo a qualche settimana dall’inizio del campionato nessuno aveva dato disponibilità, per cui i dirigenti avolesi accompagnati da Monterosso si sono preoccupati di ordinare tutto il materiale necessario per la stagione calcistica. I prezzi, allora concordati assieme a Monterosso e condivisi da tutti i dirigenti, sono stati abbondantemente scontati dal fornitore (al quale ci è sembrato corretto concedere una visibilità sull’abbigliamento più regolare fattura) e in parte sono stati coperti da uno sponsor ufficiale sui completini da gara. E qui si apre un’altra polemica poiché sempre per la logica dei dirigenti siracusani l’abbigliamento sportivo doveva essere pagato con assegni a lungo termine e i contanti dovevano essere versati nella cassa del presidente. Non contenti di questo i dirigenti siracusani affrontano una serie di spese inutili per ulteriore materiale sportivo, mai utilizzato e andato disperso nei depositi del Meno Di Pasquale, e ulteriori completini da gara, con sponsor diverso da quello ufficiale. La logica non è ancora nota: spesa inutile e superflua e in più probabile procedura legale da parte dello sponsor ufficiale.
  6. Per quanto riguarda la rosa di calciatori: la proposta dei dirigenti avolesi era stata quella di mantenere lo “scheletro avolese” formato da Sirugo, Mangiagli, La Bruna, Toscano, Costa, Parisi, Bonaventura, ecc… più vari Juniores, e inserire qualche giocatore di esperienza per rafforzare la squadra. Purtroppo non è stato così, i calciatori avolesi sono stati fatti tutti fuori con modalità indescrivibili, per lasciare il posto a superpagati calciatori fuorisede con stipendi di gran lunga superiori ai prezzi di mercato e sicuramente non pagabili con le ristrettezze economiche della Società. Decisione pertanto non condivisa dai dirigenti avolesi, ma imposta dal Presidente che in un primo momento ha ritenuto opportuno, contro il parere dei dirigenti avolesi, fare assegni a garanzia e in un secondo tempo voleva che fossero gli altri a pagarli.
  7. Si parla di un terzo imprenditore che si è dileguato… il motivo è presto spiegato: avendo capito l’andazzo della società e delle situazioni poco chiare gestite dai dirigenti siracusani ha naturalmente fatto cento passi indietro.
  8. Allenamenti in campi, palestre e piscine di Siracusa con altro aggravio delle spese, inutili e sempre non condivisi dalla dirigenza avolese.
  9. Incassi delle partite casalinghe interamente prelevati dal presidente.
  10. Ritiri pre-partita (partenza sabato più vitto-alloggio) per le trasferte a Torregrotta e Sant’Agata di Militello non condivisi dalla dirigenza avolese, ma ugualmente compiuti.
  11. Allenatore, staff tecnico e direttore sportivo, inizialmente concordati a costo zero, poi in corso d’opera esonero di tutti i suddetti e ingaggio di nuovo direttore sportivo a pagamento e successivamente allenatore a pagamento. Tutto questo senza convocare alcun Consiglio direttivo, né tantomeno chiedere parere ai dirigenti avolesi, ma con il solo risultato di aggravare la situazione economica e i debiti della società.
  12. Per quanto riguarda l’amministrazione comunale, le promesse fatte dal sindaco e dall’assessore allo Sport, per quanto ci riguarda, sono state ampiamente rispettate. Naturalmente non si potevano fare miracoli su un campo già deturpato e le opere di manutenzione effettuate sono state rese inutili dall’ignoranza e dalla prepotenza di doversi allenare giornalmente sul campo principale, quando è ben noto a tutti che un campo in erba naturale può essere utilizzato solo per una “rifinitura settimanale” e per la partita ufficiale della domenica. L’amministrazione comunale a tal proposito aveva anche reso agibile il campo secondario, ma gli allenamenti continuavano a svolgersi sul principale. Sempre l’amministrazione comunale ha ripristinato la tribuna ospiti, prima inagibile, evitando problemi di ordine pubblico e soprattutto multe nei confronti della Società. Inoltre pur non essendoci “capitolati” per finanziamenti alle società sportive, il sindaco e l’assessore hanno più volte contribuito personalmente favorendo economicamente la società. Per quanto riguarda il guasto alla cabina elettrica, i tempi di ripristino non sono dipesi dall’amministrazione comunale, ma da cause esterne. Il carburante per il funzionamento dell’impianto elettrogeno, subito messo a disposizione sempre dall’amministrazione comunale, è stato ampiamente pagato anche dai dirigenti avolesi e inoltre i costi sostenuti per il carburante sono stati detratti dalle spese di affitto del campo. Infine sempre questa amministrazione comunale si è dimostrata vicina alla società impegnandosi a ottenere i finanziamenti necessari per il rifacimento del campo sportivo con manto in erba sintetica, della pista di atletica e probabilmente anche dell’ampliamento delle tribune e dei locali tecnici. L’inizio dei lavori è previsto già nella stagione in corso e tutto ciò sempre per dar lustro alle società sportive. Scusate se è poco.
  13. I prelievi coatti, le multe e il premio preparazione sono state in parte frutto della cattiva e non seria gestione della società da parte dei dirigenti siracusani. Multe per comportamenti scorretti del presidente, multe per ritiro della squadra Juniores (all’inizio del Campionato, con la gestione Patanè-Panessidi a titolo gratuito e costo zero, la squadra era 1° in classifica… poi per una serie di decisioni, sempre non condivise, qualcuno ha pensato bene di distruggere tutto), multe per un premio preparazione da attribuire alla scorrettezza e alla superficialità del presidente.
  14. L’affermazione del presidente che da due anni sta facendo calcio ad Avola senza l’aiuto di nessuno fa davvero ridere a crepapelle. È bello prendersi tutti i meriti in prima persona (presidente e patron) chiedendo però i soldi ai dirigenti avolesi, mai presi in considerazione né gratificati. Senza il contributo dei dirigenti avolesi il “presidente e il patron” non sarebbero riusciti nemmeno a mantenere una squadra in 2° categoria. Nei due anni di cui si fa cenno tutta la logistica e l’organizzazione al Meno Di Pasquale non sarebbe stata possibile se non grazie all’impegno giornaliero e costante dei dirigenti avolesi coadiuvati anche dai custodi del campo sportivo. La gestione del magazziniere, che si dedicava dalla mattina alla sera non solo alla cura dell’abbigliamento, ma anche ad accompagnare i giocatori e accontentarli nei fabbisogni quotidiani, tuttavia sempre illuso e preso in giro dalla dirigenza siracusana, non sarebbe stata possibile se non garantita anche economicamente dai dirigenti avolesi. La gestione di alcuni calciatori fuori sede, per un periodo abbandonati presso case in affitto a Lido di Noto, con notevoli disagi, senza nemmeno l’acqua per bere, è stata più volte risolta dai dirigenti avolesi. Il tanto applaudito Sillah qualche tempo fa non era per niente considerato da nessuno, tanto da essere stato abbandonato a Lido di Noto senza lenzuoli e coperte che guarda caso sono state fornite personalmente dai dirigenti avolesi. Diversi acconti dati ai giocatori sono stati pagati dai dirigenti avolesi. Le trasferte (pullman e pranzo) più volte sono state possibili grazie al pagamento effettuato dai dirigenti avolesi. Tutti i pranzi pre-partita, compresi quelli di una serie di accompagnatori, sono a costo zero grazie all’interessamento dei dirigenti avolesi. L’unico incontro conviviale per gli auguri di Natale con la squadra e i dirigenti, i cui costi dovevano essere divisi al 50%, è stato pagato dai dirigenti avolesi. A tutt’oggi i dirigenti avolesi, pur avendo ampiamente sforato il budget iniziale, stanno contribuendo per quanto possibile a dare una mano alle spese societarie.


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