Avola, anche il commissario provinciale Udc tra gli arrestati nell’operazione “Port Utility”

Magro fa sapere di avere piena fiducia e si dice convinto di riuscire a dimostrare la propria innocenza

Un’operazione che sfiora anche il mondo politico. Tra le sei persone che hanno subito una misura restrittiva a seguito dell‘operazione “Port Utility” condotta dalle Fiamme Gialle c’è anche Giovanni Magro, commissario provinciale dell’Udc di Siracusa, che insieme con il fratello Pietro, Nunzio Miceli, Giovanni Sarcià, Venerando Toscano e Antonino Sparatore sono accusati a vario titolo di corruzione e turbata libertà degli incanti.

L’indagine della Procura diretta da Fabio Scavone e dal sostituto Tommaso Pagano verte su un presunto sistema di alterazione delle gare d’appalto bandite dall’Autorità portuale di Augusta per la realizzazione di opere infrastrutturali del porto commerciale finanziate con contributi nazionali ed europei.

Il tutto nasce da una denuncia del responsabile dell’anticorruzione dell’autorità portuale megarese che aveva evidenziato alla Procura il presunto conflitto d’interesse che avveniva all’interno dell’ente nella preparazione dei bandi di gara. Al termine delle indagini per Miceli è stata disposta la misura cautelare in carcere, mentre per le altre cinque persone coinvolte, Magro incluso, sono stati disposti i domiciliari.

“Si tratta di questioni esterne alla politica – afferma il commissario comunale dell’Udc, Damiano De Simone – e sono certo che Giovanni Magro potrà dimostrare la sua più totale estraneità dai fatti che gli sono stati contestati. Da parte mia e del mio gruppo la massima solidarietà”. Da parte sua, Magro fa sapere di avere piena fiducia e si dice convinto di riuscire a dimostrare la propria innocenza.


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