Armi, droga, ed estorsioni ad Avola: i boss impartivano ordini dal carcere tramite le mogli

L'attività d'indagine, è iniziata nel mese di febbraio 2017 a seguito dell'esplosione di colpi d'arma da fuoco in direzione di un cantiere edile nel comune di Avola

Nella mattinata odierna, su delega della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania, i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Noto, circa 80 militari, e le unità cinofile, hanno eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Catania nei confronti di:

  1. Sebastiano Amore, detto “Jano bum bum” di 37 anni;
  2. Giuseppe Bianca detto “Jano” di 34 anni;
  3. Monica Campisi di 31 anni;
  4. Concetta Cavarra di 33 anni;
  5. Giovanni Di Maria detto “Gallina” di 30 anni;
  6. Corrado Lazzaro di 32 anni;
  7. Paolo Nastasi di 36 anni;
  8. Giuseppe Tiralongo detto “Peppe Sobà” di 31 anni;
  9. Corrado Vaccarella detto “stucciu” di 24 anni;
  10. Gianluca Vaccarisi detto “Luca Pappaconi” di 34 anni.

Nei confronti degli indagati venivano riconosciuti sussistenti gravi indizi di colpevolezza per i reati di estorsione, danneggiamento seguito da incendio, associazione finalizzata al commercio, trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nonché detenzione, porto e cessione di armi clandestine, tutti aggravati dal metodo mafioso e della finalità di agevolare l’associazione mafiosa denominata “clan Crapula” attiva nel territorio di Avola.

L’attività d’indagine, condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Noto e iniziata nel mese di febbraio 2017 a seguito dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco in direzione di un cantiere edile nel comune di Avola, episodio che allora non venne nemmeno denunciato, ha consentito, inizialmente, di identificare e trarre in arresto i responsabili dell’episodio con l’accusa di estorsione, detenzione illegale di armi e danneggiamento seguito da incendio, facendo emergere, nel suo prosieguo, l’esistenza di un gruppo criminale organizzato dedito alle estorsioni e allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravati dalla finalità di agevolazione mafiosa, beneficiando di legami di parentela e affinità con affiliati del clan Trigilia di Noto e al clan Crapula di Avola.

Nello specifico, delle dichiarazioni delle persone offese e delle persone informate sui fatti, da alcune intercettazioni telefoniche ambientali, dalle riprese video filmate, e dai contatti telefonici fra gli indagati, le investigazioni hanno confermato gli elementi già emersi inerenti l’attività estorsiva, permettendo altresì di appurare come il gruppo criminale in parola avesse altresì dato fuoco, nella notte del 3 giugno 2017, della ditta incaricata della raccolta differenziata dei rifiuti del Comune di Rosolini, G. V. Ecologica di Guglielmino Vincenzo, a sua volta successivamente oggetto di interdittiva antimafia e tuttora sottoposta ad amministrazione giudiziaria, al fine di ottenere l’assunzione di alcuni suoi sodali, nonché di come lo stesso si fosse adoperato, agevolando il clan Crapula, di Avola, nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, accertando canali di rifornimento provenienti da Catania, Siracusa e Palermo. Nel corso delle attività i Carabinieri della compagnia del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Noto hanno anche rinvenuto e sequestrato circa 2 chili di sostanze stupefacenti, tra marijuana, hashish e cocaina, oltre che un fucile da caccia calibro 12 è una pistola calibro 7,65, entrambe clandestine. Fra gli arrestati le mogli di Capozio e Zuppardo, i quali attraverso le due donne continuavano a diramare ordini dal carcere.

Gli odierni arrestati, espletate le formalità di rito, dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare sono stati condotti nelle carceri di Bicocca, a Catania, e di Siracusa, a disposizione dell’autorità giudiziaria.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo