“Abbiamo 500 voti”… “Ora ha n’esciri i soldi”. Il clan Crapula di Avola batte cassa a Gennuso dopo l’elezione alle Regionali |Il parlamentare arrestato per scambio elettorale politico mafioso

Dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare Giamblanco veniva condotto al carcere di Bicocca-Catania, mentre Gennuso e Rubino nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari

Nella serata di ieri 16 aprile, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti del Deputato Regionale Giuseppe Gennuso, di 64 anni, Massimo Rubino, di 48 anni e Francesco Giamblanco, di 31 anni, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di scambio elettorale politico–mafioso.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri dall’ottobre al dicembre 2017, ha evidenziato che in occasione delle elezioni del presidente e dei deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana tenutesi il 5 novembre 2017, Giamblanco, esponente del clan Crapula attivo nel territorio di Avola e genero del capo clan Michele Crapula, prometteva di procurare voti in cambio dell’erogazione di denaro e di altre utilità; Gennuso accettava la promessa mentre Rubino si poneva quale intermediario tra le parti ed esecutore dell’accordo. Al termine della contesa elettorale il deputato Gennuso otteneva la rielezione per un nuovo mandato.

Dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare Giamblanco veniva condotto al carcere di Bicocca-Catania, mentre Gennuso e Rubino nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

Cinquanta euro a persona“. È il prezzo per ogni voto a Giuseppe Gennuso, indicato come “il Santo nostro”. Emerge da una intercettazione nell’inchiesta della Dda di Catania culminata con l’arresto del deputato regionale del centrodestra. L’inchiesta ha disvelato il presunto patto scellerato in occasione delle ultime Regionali. A parlare in quel dialogo captato dagli investigatori sono gli altri due arrestati nell’operazione: Francesco Giamblanco, 31 anni, esponente del Clan Crapula attivo nel territorio di Avola e genero del capo clan Michele, e Massimo Rubino, 48 anni, ritenuto l’intermediario tra le parti ed esecutore dell’accordo.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Siracusa dall’ottobre al dicembre 2017, ha evidenziato che in occasione delle elezioni Regionali del 5 novembre, Giamblanco ha promesso di procurare voti in cambio di denaro e altri vantaggi; Gennuso ha accettato la promessa, mentre Rubino ha svolto il ruolo di mediatore. Alla fine Gennuso è stato rieletto. Dice Giamblanco intercettato: “Abbiamo quattro-cinquecento voti ma li abbiamo con i fatti. I soldi ci vogliono”. E Rubino. “Noialtri stiamo facendo la base! Lo sai come la stiamo facendo? Cinquanta euro, no? A famiglia! Quanti sono? Cinquanta euro. Lui sta uscendo! La base nostra cinquanta euro a persona!“. In un’altra conversazione captata ancora Giamblanco: “… facciamo i completini Gennuso-Crapula! Lo bruciamo, vai! Almeno ci difende lui… Vai, vai!… Il Santo nostro: Pippo Gennuso… La famiglia Crapula – Zu’ Pippo…“.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo